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DA UN ECCESSO ALL’ALTRO    
06-05-2014  -  di Domiziana Bergodi. Quanto si può spendere per un cane di razza? Secondo una notizia arrivata dalla Cina, il cane più costoso del mondo vale 1,4 milioni di euro (www.tgcom24.mediaset.it). Si tratta di un cucciolo mastino tibetano rosso che con i suoi ben 90 chili di peso e un’altezza di 80 cm ha conquistato il portafoglio di un uomo d’affari che lo ha acquistato ad un’asta svoltasi nella città di Hangzhou durante una fiera per così dire “di lusso”.   I mastini tibetani rappresentano una razza symbol in Cina perché considerati veri e propri portafortuna e non è di rado che i ricchi cinesi spendano cifre da capogiro per accaparrarsi uno di questi splendidi esemplari. Anche se il quasi milione e mezzo di euro non era mai stato toccato. Certo è che quelli che noi consideriamo i migliori amici dell’uomo, in Cina non sono altro che merce rara da quantificare e valutare economicamente: i cani valutati bene diventano uno status symbol, gli altri sono da buttare via. Anche disfarsene può diventare un’attività lucrativa: i poveri pets non degni di essere considerati “i migliori” diventano carne da macello da cui ricavare carne e pelliccia, come dimostra la pagina web http://www.agoravox.it/Ogni-giorno-in-Cina-30mila-cani.html, che riporta un video inchiesta sul macello dei cani. Atrocità e violenza si accompagnano a lusso e venerazione: due eccessi che devono far riflettere.  
Sezione: Storie

L’ALZHEIMER, L’UOMO E IL CANE    
25-04-2014  -  di Domiziana Bergodi -“My Dad With Our Dog” è il titolo del video pubblicato su Youtube da Lisa Abeyta il 24 aprile, che sta commovendo il popolo della rete (e non solo). Circa 3,7 milioni di persone hanno visualizzato il filmato che dura poco più di un minuto, in cui un uomo seduto in poltrona parla coccola ed interagisce col proprio cane.  

Scorrendo il video si scopre che l’uomo è il padre di Lisa, affetto dalla malattia di Alzheimer giunta ad uno stadio avanzato tale che l’uomo ha gravi difficoltà di linguaggio (“he lost almost all of his speech” si legge nella didascalia). Eppure Roscoe, il cane di famiglia, riesce a strappargli delle frasi corrette, di senso compiuto: “hey, l’hai preso! Hai preso qualcosa!” dice al cane che afferra qualcosa portandola alla sua attenzione. Se Lisa non avesse illustrato la situazione patologica nella quale verte il padre, probabilmente nessuno spettatore se ne sarebbe accorto. Sul suo sito (http://lisaabeyta.com), Lisa spiega il motivo di quella pubblicazione e dell’effetto inaspettato che il video ha dispiegato nella rete “Non avevo idea che il video avrebbe toccato così tante persone o essere condiviso così tante volte” ammette, ma dice anche che non è assolutamente interessata a coloro che le propongono di monetizzarlo, in quanto per lei questo video “è stato un omaggio a mio padre e la celebrazione di un momento bellissimo all’interno di un percorso estremamente difficile che mia madre e mio padre si trovano ad affrontare”. Il video termina con una frase commovente, che vuol essere un suggerimento per tutti: “If your parents can still talk to you, please listen. You never know when will be the last time”.

Qui il video su YouTube: apri.

 
Sezione: Storie

UNA STORIA QUALUNQUE    
07-03-2014  -  di Domiziana Bergodi. Due batuffoli di pelo maculato bianco e nero, innocui ed indifesi, grandi come un pugno di mano, teneri e piccoli sono oggi giganti di casa. In grado di dilaniare il giardino e tutti i bei cespugli che con cura vengono annualmente piazzati là da quel pollice verde di mio padre, Pepe e Buffon hanno preso il domicilio presso la nostra dimora quattro anni fa. Meticci, sottratti a mamma cane da chissà chi e abbandonati poi in quello stesso giardino il 4 aprile del 2009, sono considerati a casa mia i cani più adorabili mai avuti prima. Trovati dagli altri due cuccioli di casa a due gambe e due mani, sono stati subito considerati i pets che avrebbero sostituito Soler, il bello e simpatico Golden che ha accompagnato i miei primi 13 anni di vita.  

Non si può dire che siano affascinanti (in realtà sono proprio bruttini) non essendo di sangue blu, ma il loro essere affettuosi e giocherelloni, così come docili e remissivi li rendono desiderabili ed amabili da chiunque. Il 4 aprile si avvicina ed i preparativi cominciano, i cuccioli bipedi di casa già si affannano a cercare un regalo fantastico per loro, consapevoli però che il più bel dono è quello che ci fanno Pepe e Buffon ogni giorno crescendo con noi.

 
Sezione: Storie

Dove stiamo andando?    
12-02-2014  -  Di Domiziana Bergodi. E’ Maki il nome dell’operazione condotta dalle forze dell’ordine che ha portato, in questi giorni, allo smascheramento dell’ennesimo traffico illecito di cuccioli. Un triangolo tra Slovenia, Ungheria e Italia in cui le vittime questa volta sono i cuccioli sotto le dodici settimane. Maltrattati e costretti a viaggi lunghissimi ed estenuanti, acquistati a prezzi ridicoli e rivenduti a cifre da capogiro in Italia, trattati come merce di scambio piuttosto che come esseri viventi, gli animali individuati grazie a questa mobilitazione sono stati affidati oggi ad associazioni e famiglie in grado di prendersene cura. Affidati a chi è in grado di dar loro affetto e calore.   Un’organizzazione a delinquere – un’altra! - in cui trafficanti ed operatori si spartivano i profitti, pari a circa 1 milione all’anno (fonte agi.it). Un traffico, questo, scoperto grazie all’ottimo lavoro dei militari italiani, ma che costituisce una goccia nel mare, un granello di sabbia nell’immensa aridità della cultura umana che si riduce a mercificare gli animali, a considerarli “roba da vendere”. C’è chi ha fatto del cane il proprio miglior amico; chi ne ha fatto il proprio compagno di vita; chi semplicemente lo trova una compagnia immancabile nella propria casa e c’è chi si affida proprio a questi cuccioli per sopportare serenamente il peso delle malattie; e c’è chi invece a tutto questo neanche pensa, chi preferisce arricchirsi a danno degli altri e a discapito di chi non può difendersi da solo, un cucciolo di dodici mesi, appunto. Questo fenomeno purtroppo ha radici molto profonde che attinge dall’insensibilità comune nei confronti di chi non è “bello ed esclusivo”, requisiti questi che oggi sono alla base di una società che si ritiene progredita ma che mostra tutti i segni della sua debolezza strutturale e culturale, dove anche un amico come il cane diventa motivo di ostentazione. Si dovrebbe partire dall’infanzia con progetti nelle scuole e campagne di sensibilizzazione che mirino alla conoscenza delle realtà dei canili e dei rifugi dove sono dimenticati animali, magari non belli ed appariscenti come quelli di allevamento, ma innegabilmente più robusti, più longevi e ugualmente degni di essere considerati “pets” e, soprattutto, in grado di amare chi si prende cura di loro.  
Sezione: Bau Watch - news

Tares, sconti a chi adotta un cane. «Anche i Comuni ci guadagnano»    
09-01-2014  -  Sgravi sulla Tares a chi accoglie un cane. Negli ultimi mesi diversi Comuni si sono mossi in questa direzione, con un obiettivo duplice: da un lato dare un padrone a un animale che non ce l’ha, dall’altro far risparmiare cittadini e municipi.  

Gli sconti concessi ai singoli cittadini valgono centinaia di euro, ma le casse pubbliche ci guadagnano, se è vero che mantenere gli ospiti dei canili può far spendere anche 1.500 euro l’anno.

Continua su:ilsole24ore.it

 
Sezione: Tatze-Bau


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