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Gli articoli della sezione
UNA STORIA QUALUNQUE  
di Domiziana Bergodi. Due batuffoli di pelo maculato bianco e nero, innocui ed indifesi, grandi come un pugno di mano, teneri e piccoli sono oggi giganti di casa. In grado di dilaniare il giardino e tutti i bei cespugli che con cura vengono annualmente piazzati là da quel pollice verde di mio padre, Pepe e Buffon hanno preso il domicilio presso la nostra dimora quattro anni fa. Meticci, sottratti a mamma cane da chissà chi e abbandonati poi in quello stesso giardino il 4 aprile del 2009, sono considerati a casa mia i cani più adorabili mai avuti prima. Trovati dagli altri due cuccioli di casa a due gambe e due mani, sono stati subito considerati i pets che avrebbero sostituito Soler, il bello e simpatico Golden che ha accompagnato i miei primi 13 anni di vita.  

Non si può dire che siano affascinanti (in realtà sono proprio bruttini) non essendo di sangue blu, ma il loro essere affettuosi e giocherelloni, così come docili e remissivi li rendono desiderabili ed amabili da chiunque. Il 4 aprile si avvicina ed i preparativi cominciano, i cuccioli bipedi di casa già si affannano a cercare un regalo fantastico per loro, consapevoli però che il più bel dono è quello che ci fanno Pepe e Buffon ogni giorno crescendo con noi.

 
DATA:  07-03-2014   AUTORE:  Domiziana Bergodi   FONTE: Bau  

Storie del centro storico  
di Elvira Marasco. C’è una via del centro storico di Roma che è considerata una via elegante. In effetti ci sono in quella strada negozi importanti quali Chanel, Tiffany e via dicendo; tutti negozi dove si vendono merci care, oggetti di lusso. Ebbene questa via è via del Babuino; è molto chic ma ha un lato oscuro anzi più che oscuro puzzolente. La puzza è data dalle cacche dei cani.  
In quella zona la popolazione canina è numerosa; e sono anche numerosi i proprietari stronzi. Mandano i loro camerieri o cameriere a far fare il giretto al cane; al mattino presto a volte prestissimo. Di solito il cameriere /era passeggia con il cagnetto al seguito telefonando. Perché sono sempre al telefono tanto che uno si chiede ma si svegliano tutti a quell’ora? E mentre chiacchierano non possono certo raccogliere le cacche dei poveri animali. E quindi si solito tocca alle commesse dei negozi quando aprono. Io più di una volta ho avuto da ridire, anzi in un momento in cui mi sono sentita il Montalbano della situazione, ho inseguito una cameriera che aveva al guinzaglio un cane di media taglia. Il poverino aveva appena fatto quello che la natura gli chiedeva e la tipa, parlando al telefono come una mitraglietta, lo trascinava via dal luogo del delitto lasciando la cacca fumante sul marciapiede davanti Chanel. Mia madre sarebbe inorridita e, agitando la sua manina portatrice sana di carati, l’avrebbe maledetta; proprio di fronte questo luogo sacro avrebbe urlato! Seguo la filippina e la fermo. Lei mi guarda stupita e sempre con il telefono incollato all’orecchio mi chiede cosa voglio. Io indico con il dito la cacca. Mi sento Massimo Decimo Meridio che sta per scatenare l’inferno. Lei si guarda indietro e arrossisce. Balbetta. Io implacabile aspetto che smetta di telefonare e cerchi un sacchetto per raccogliere la merce. Lei lo fa e sicuramente mi maledice nella sua lingua. Purtroppo è un problema serio. Non c’è giorno che qualche ricordino venga abbandonato sui marciapiedi. Tutto questo contribuisce a far odiare i cani, che sono protagonisti innocenti. Penso che l’unico modo per essere certi che queste persone raccolgano la cacca sia, da parte dei proprietari, obbligare i propri domestici a raccogliere e portare in casa. In questo modo potrebbero esser certi che niente è rimasto a memoria futura dell’inciviltà umana. Ma questa soluzione forse è difficile da attuare. Molte delle signore che abitano da quelle parti non dovrebbero possedere animali. Al massimo un criceto. Per spingere la ruota del loro cervellino. Amen  
DATA:  10-05-2013  

600 km per ritrovare il padrone  
Ha percorso oltre 600 chilometri per tornare dal suo padrone, da Salerno a Pisa: e’ la storia di Rocky, pastore tedesco rubato 3 anni fa. Ibrahim Fwal, un siriano che vive da tempo a Carrara, non aveva mai smesso di cercare il suo cane, adottato quando era ancora un cucciolo.  
E anche Rocky evidentemente non aveva dimenticato il suo padrone, arrivando cosi’ fino a Pisa: arruffato, stanco e con i polpastrelli laceri e sanguinanti. A portarlo poi a Carrara ci hanno pensato dei volontari.  
DATA:  22-01-2010   FONTE: ANSA  

PIXIE è sordo e sta imparando il linguaggio dei segni  
Pixie è un border collie intelligentissimo di appena due mesi. Non è un cucciolo come gli altri. Pixie è "diversamente abile": è nato sordo e sta imparando il linguaggio dei segni. L’unico modo per poter comunicare con la sua padrona.  
Liz Grewal è riuscita a insegnargli a sedersi e ad andare verso di lei. Liz ha quattro cani, tutti sordi. Una recente ricerca canadese ha rivelato che i border collie sono, in assoluto, i cani più intelligenti. La storia è stata riportata dal Daily Telegraph.  
DATA:  09-09-2009   FONTE: La repubblica  

IN RUSSIA BIMBA HA VISSUTO COME CUCCIOLO DI CANE PER 5 ANNI  
Abbaiava come un cane e si comportava come un cucciolo. Per tutta la sua vita una bimba russa di cinque anni ha vissuto come un animale in un appartamento popolato di cani e gatti. Quando la polizia l’ha trovata, nella citta’ siberiana di Chita, la bimba non parlava una parola di russo e riusciva ad esprimersi esclusivamente con latrati e guaiti.  

La piccola, ora sotto custodia, viveva in una casa sudicia con i suoi genitori e con un gran numero di animali, con i quali sembrava trovarsi molto piu’ a suo agio rispetto agli umani. La bambina, che ricorda la storia di ’Mowgli’, protagonista dell’opera di Rudyard Kipling (Il libro della giungla), non e’ mai uscita di casa ed ha trascorso tutta la sua vita apprendendo ’’il linguaggio degli animali’’.

La polizia ha potuto constatare che la piccola ’’indossava degli abiti sporchi’’ e ’’si gettava contro le persone come un cucciolo di cane’’. Ora la piccola ’Mowgli’ russa sta ricevendo delle cure mediche e psichiatriche, ’’sta bene - ha spiegato un portavoce della polizia - ma preferisce continuare a mangiare direttamente dal piatto piuttosto che con le posate’’.

 
DATA:  27-05-2009   FONTE: ASCA  

COPPIA MUORE AFFOGATA NEL FIUME PER SALVARE I LORO CANI  
Si sono gettati nel fiume per salvare i loro cani, ma non ci sono riusciti, e sono morti anche loro. Laura Frey, 30 anni, e Darren Greenan, 33, stavano facendo una passeggiata sulla riva del fiume Garnock, non lontano dalla loro casa di Kilwinning, nell’Ayrshire, in Gran Bretagna. Il fiume era però in piena a causa delle piogge, frequentissime nell’ultimo periodo.  
I cani della coppia sono così scivolati in acqua, e Laura si è tuffata per salvarli. Ma la corrente era troppo forte, così anche Darren ha dovuto tuffarsi per recuperare Laura e i cuccioli. Con loro c’era anche la loro bambina, Ellis, di soli sette mesi, lasciata nella sua carrozzina in riva al fiume mentre avveniva la tragedia. Darren lascia anche altri tre figli, avuti da un precedente matrimonio. Laura, che faceva l’infermiera, è stata recuperata dai pompieri ma è morta in ospedale, mentre i corpi di Darren e dei cani sono stati ritrovati diverse ore dopo. "Erano una bella coppia - ha detto la cugina di Darren, Laurie - Darren era un uomo brillante e generoso con tutti. Eravamo cugini ma era come se fossimo fratelli. Anche Laura era una brava ragazza, simpatica e frizzante. Darren era sicuro di aver trovato finalmente la donna della sua vita". La guardia costiera ha rivelato che nel fiume c’era una corrente fortissima. "Nessuno avrebbe potuto salvarsi con una corrente del genere", ha detto un portavoce.  
DATA:  12-05-2009   FONTE: www.leggonline.it  

Torre di Pisa, no ai cani guida per ciechi.  
Torre pendente off limits agli animali. Una donna non vedente scrive al sindaco e denuncia la discriminazione subita: “Il cane guida per i non vedenti non è un vezzo ma una necessità: violata una legge dello Stato’’. La risposta dell’ente: “Non vedenti e ipovedenti possono visitare la Torre pendente in compagnia di un accompagnatore: garantita così sicurezza e incolumità”  

Sulla Torre di Pisa non l’hanno fatta salire, nonostante le sue ripetute proteste. Con lei aveva un cane di troppo, e gli animali non sono ammessi, mai. Anche se questo era un cane guida per persone cieche. Sicura di aver subito una vera e propria "discriminazione" e un "atto contro la legge", Patrizia Viaro - non vedente, in visita alla Torre lo scorso 1 maggio - prende carta e penna e indirizza al sindaco della città toscana una lettera di denuncia con una chiara richiesta di chiarimenti: "Per quale motivo io, persona disabile, devo essere discriminata nonostante lo Stato abbia previsto una legge a mia tutela? Per quale motivo una legge - quella sull"accesso dei cani guida dei ciechi sui mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico - non viene rispettata, né fatta rispettare nella sua città, e per quale motivo una giornata dedicata al turismo deve tramutarsi in un’odissea per il riconoscimento dei miei diritti? Forse perché - è la domanda - accanto a me c’è un mansueto, rispettoso cane appositamente addestrato per condurre una persona cieca?".

La replica dell’ente gestore della Torre arriva immediatamente: i cani guida non possono entrare, ma per le persone cieche l’ingresso alla Torre di Pisa in compagnia di un accompagnatore è ugualmente garantito: l’animale infatti "non può rappresentare l’unico veicolo di accesso per la visita in sicurezza". I ciechi e ipovedenti possono entrare nella Torre con un accompagnatore: biglietto gratuito ad entrambi e sicurezza e incolumità garantite per tutti.

LA STORIA - La vicenda risale allo scorso 1 maggio, quando - accompagnata dal marito e insieme al suo cane guida - la donna giunge in piazza dei Miracoli. Al momento dell’acquisto del biglietto, però, le viene fatto notare che sulla Torre "gli animali non sono ammessi": una regola confermata, di fronte alle rimostranze della coppia, anche da due responsabili dell’Opera Primaziale Pisana, che gestisce l’accesso alla Torre pendente. "Ho fatto presente - racconta la donna - che vi è una differenza fra un animale e un cane guida, e che una legge dello Stato (la n° 60/2006 in materia di accesso dei cani guida dei ciechi sui mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico) prevede espressamente la possibilità di accesso: per tutta risposta mio marito è stato insultato al telefono da un loro superiore". Neppure l’intervento dei vigili urbani risolve la situazione: gli agenti si offrono di fare da "scorta" durante la visita sulla Torre, ma l’offerta è rispedita al mittente dai gestori del monumento. Quella visita - insomma - non s’ha da fare. Alla coppia non rimane che rinunciare, chiedendo al contempo agli agenti della Municipale di applicare la sanzione prevista dalla legge 60/06, e ottenendo solamente la rassicurazione che avrebbe stilato una relazione sull’accaduto.

"Il mio cane - spiega ora la signora Patrizia nella sua lettera - è stato appositamente addestrato dal Servizio Cani Guida dei Lions di Limbiate per condurre una persona cieca: mi conduce quotidianamente sul luogo di lavoro, mi guida per metropolitane e autobus affollati, mi porta al supermarket nelle ore di punta e non teme né le scale, né la folla. E’ stato cioè - continua - appositamente addestrato per farsi carico della mia sicurezza personale e volerlo accanto non è per me un vezzo ma una necessità in quanto nessuno è in grado di accompagnarmi con la precisione e competenza che lo contraddistingue". Non c’è dunque, secondo la donna, giustificazione alcuna per il fatto che sulla Torre venga impedito l’accesso ai cani guida. Da qui la protesta e la richiesta al sindaco di Pisa di intervenire per il rispetto della normativa in materia.

 
DATA:  26-05-2008   FONTE: www.superabile.it  

Un cane nella clinica del dolore  
Rimini: Molti pazienti sorridono quando arriva Fiore, iniziano a parlare e chiedono di stare vicino a lei, di poterla toccare. Fiore è molto dolce, bellissima e bionda. Ma ha quattro zampe ed appartiene alla razza dei Golden Retriever. I pazienti, invece, sono quelli che vengono denominati ‘gracer’ (gravi cerebrolesi) e occupano uno dei reparti della residenza sanitaria Sole, a Misano. Un reparto ‘duro’, di enorme impatto, che ti mostra l’altra faccia della realtà, del destino sempre in agguato. Qui ci sono le vittime di incidenti stradali e sul lavoro e quelli colpiti da ictus o aneurismi condannati alla sedia a rotelle, quando va bene.  

Qui arriva Fiore con Michele Mussoni, 30 anni, l’incredibile coppia che da gennaio, attraverso l’associazione onlus Atma (Attività e terapie mediante l’animale) di cui è uno dei soci fondatori, ha avviato un programma di pet therapy.

Quando Fiore e Michele arrivano nella sala ricreativa del reparto i pazienti in grado di interagire con l’animale sono già tutti là. Ma è Francesco, 50 anni, che si fa avanti per primo. Fiore, guidata da Michele, gli si accoccola vicino in modo che lui la possa accarezzare. In questo modo si prova a far muovere la mano destra a Francesco, quella che fa più fatica a usare. Il viso dell’uomo si illumina quando riesce a toccare Fiore. Un piccolo passo è stato fatto.

Una bella storia raccontata da Monica Raschi su ilrestodelcarlino.quotidiano.net. Bau vorrebbe dare eco ad altre mille storie così.

 
DATA:  23-05-2008   AUTORE:  Monica Raschi   FONTE: ilrestodelcarlino.quotidiano.net  

USA/ GATTO CHARLIE BROWN SOPRAVVIVE AL TORNADO E POI AL FUOCO  
Prima è sopravvissuto al tornado, poi al fuoco: se davvero i gatti hanno nove vite, Charlie Brown ne ha usate almeno due e forse qualcuna di più. Il micio di Clinton, in Arkansas, abita - anzi abitava - con Donna e Danny Pistol in una roulotte investita la settimana scorsa dall’ondata di maltempo che ha colpito il sud degli Stati Uniti devastando anche Mississippi, Tennessee, Kentucky e Alabama, scoperchiando case e sradicando alberi.  

Domenica scorsa, Donna Pistole ha abbandonato di corsa la roulotte, tirandosi dietro uno dei suoi tre gatti, Bubby. Charlie Brown e Sanbo erano introvabili. I Pistole si sono chiusi in un rifugio mentre il tornado distruggeva la loro precaria abitazione.

Al ritorno, la coppia non ha più ritrovato Sanbo, ma dai boschi è emerso Charlie, nervosissimo ma sano e salvo. Giovedì, una seconda catastrofe: i Pistole hanno accumulato i rottami sul loro terreno per farne un falò, e gli hanno dato fuoco senza rendersi conto che il micio ci si era nascosto dentro. Più tardi, Donna ha seguito i flebili miagolii di Charlie e lo ha trovato bloccato in un cespuglio spinoso. Le zampe e il muso scottati, i baffi bruciati, il pelo affumicato, ma vivo. E secondo il veterinario, "ha i polpastrelli che si stanno spellando, ma guariranno. Mi pare che stia bene".

Sanbo, invece, non si trova. "Credo che la tempesta se lo sia portato via, non lo abbiamo più visto" ha detto Danny Pistole. "Ma due si sono salvati; è molto".

 
DATA:  01-03-2008   FONTE: APCOM  

Oscar e Arthur: una storia commovente  
LONDRA - La credenza popolare vuole cane e gatto nemici per la pelle, ma certo non e’ il caso di Oscar e Arthur. I due erano talmente legati che Oscar, pastore del Lancashire di 18 mesi, non ha potuto accettare la morte del suo compagno d’avventure. Cosi’ lo ha disseppellito, nottetempo, e dal giardino lo ha portato nella sua cuccia.  
’’Arthur aveva il pelo bianco’’, ha raccontato al quotidiano britannico ’Times’ Robert Bell, padrone dei due animali, ’’e Oscar deve aver impiegato tutta la notte per pulirlo, leccandolo amorevolmente’’. Poi, esausto, si e’ addormentato al suo fianco. ’’Dato che Arthur era un bel gattone - ha proseguito Robert - Oscar deve aver dato fondo a tutte le sue forze per trascinarlo dal giardino alla cuccia’’, passando attraverso la gattaiola solitamente usata dal felino per entrare e uscire dalla villa, che si trova a Wigan, nei pressi di Manchester. ’’Quando era cucciolo’’, ha detto poi Mavis, la moglie di Robert, ’’Oscar non riusciva a salire sul divano e Arthur lo aiutava sempre’’. Cameratismo da divano che evidentemente ha dato luogo ad una solida amicizia. Ora Arthur e’ stato seppellito in un luogo sicuro e Oscar ha un nuovo compagno di giochi, un cucciolo chiamato Limpet.  
DATA:  10-01-2008   FONTE: ANSA  

La padrona è invalida e il cane l’aiuta: carica la lavatrice e va a fare la spesa  
Un cane che fa i lavori domestici: carica la lavatrice, va al supermercato, annaffia le piante e mette in ordine la casa. Succede nell’East Sussex, una contea a sud-est dell’Inghilterra, dove Hazel Carter, ex addestratrice di animali, ha trasformato Connie, il suo terranova, in una perfetta casalinga. Qualche tempo fa la donna fu colpita da una grave artrite, tanto che non riusciva più a muoversi. Così decise di insegnare alla sua cagnolina a svolgere le faccende domestiche. Ora l’animale mette i panni sporchi nella lavatrice, mentre la padrona aggiunge il detersivo. A fine ciclo, apre lo sportello usando la testa e trasferisce la biancheria nell’asciugatrice.
 

Quando Hazel Carter non ha più niente in frigo, telefona al negozio del quartiere, ordina la spesa e manda Connie a ritirare le borse. Inoltre quando la casa è disordinata e ci sono oggetti per terra, la cagnetta li raccoglie e li rimette al suo posto. «Le piace davvero aiutarmi - ha detto al tabloid britannico Daily Mail Hazel Carter - scodinzola sempre e ormai svolge i lavori domestici automaticamente. Si riempie la sua ciotola di cibo per cani e una volta finito di mangiare la mette a posto. Sa fare un sacco di cose, persino allacciarmi le scarpe».

Secondo Hazel Carter, si tratta di un esempio da seguire: le persone che hanno subito un trauma fisico potrebbero stimolare i propri animali mentalmente e fisicamente facendosi aiutare nei lavori domestici.

 
DATA:  04-01-2008   FONTE: Il messagero  

Bettina e Tibino. Chi sono?  
Non ci sono altre immagini disponibili Su richiesta dei nostri lettori pubblichiamo nuovamente l’intervista a Bettina Werner: LA TESTIMONIANZA DI UNA STORIA D’AMORE FUORI DALL’ORDINARIO, COLMA DI EMOZIONI E DI TANTA CREATIVITA’.  

Introduzione

Bettina Werner è un’artista di fama internazionale, le cui opere sono interamente realizzate con il sale tramite una tecnica da lei elaborata 20 anni fa. Milanese di nascita, newyorkese di adozione, la Werner è l’unica italiana ad essere stata ospitata con una mostra personale al Whitney Museum di New York, rigorosamente dedicato agli artisti americani. Le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni statunitensi tra cui la Chase Manhattan Bank, la collezione di Herbert e Dorothy Vogel alla National Gallery di Washington DC, le collezioni di Martin Margulies a Miami e del Detroit Museum. Bettina Werner è inoltre menzionata nei più importanti testi d’arte contemporanea tra cui “Arte del Novecento” e “Arte Moderna” di Giulio Carlo Argan usati come manuali nelle università italiane.

L’intervista

Nella parte del tuo sito www.bettina-werner.com, alla voce IN MEMORY OF TIBINO, scrivi che Tibino ti ha scelto. Che vuoi dire?
E’ IL CANE CHE SCEGLIE IL PROPRIO PADRONE, NON VICEVERSA.
E’ SOSTANZIALMENTE L’ANIMALE CHE DECIDE DI CHI INNAMORARSI…E’ LA SUA ANIMA CHE CATTURA LA TUA!
IO POI CREDO CHE IL PROPRIO CANE SIA INFINE SEMPLICEMENTE UN PROLUNGAMENTO DI TE STESSA. SI DICE SPESSO INFATTI CHE IL CANE SIA UGUALE AL PROPRIO PADRONE…

Perché il nome Tibino?
ERA IL MIO SOPRANNOME DA BAMBINA, DESIDERAVO DARGLI UN NOME SPECIALE, NON QUEI SOLITI NOMI DA CANE, INSIGNIFICANTI… IL TUO CANE APPUNTO E’ LO SPECCHIO DI TE STESSA ,TIBINO ERA INDUBBIAMENTE UNA PARTE DI ME…

Quanto è stato importante Tibino per la tua vita artistica?
TIBINO E’ STATO LA MIA MUSA ISPIRATRICE, IN QUASI 14 ANNI DI VITA VISSUTA INSIEME, GLI HO DEDICATO 102 QUADRI MACULATI , RICORDANDO LA FAMOSA CARICA DEI 101!
SONO OPERE DI SALE CHE RACCONTANO LA SUA VITA: TIBINO CHE NUOTA NELL’OCEANO, E’ UN QUADRO TUTTO BLU CON DUE PICCOLE MACCHIE BIANCO-NERO, OPPURE TIBINO CON IL COLLARE ROSSO,TIBINO IN UNA GIORNATA DI SOLE NEWYORKESE, TIBINO AL CASTELLO SFORZESCO,TIBINO A WALL STREET ECC…

E quanto per la vita di tutti i giorni?
TIBINO E’ STATO PORTATORE DI UNA RIMBOMBANTE ONDATA DI FELICITA’ NELLA MIA VITA QUOTIDIANA, COSI’ TRAVOLGENTE CHE ANCORA OGGI CI RITROVIAMO IN UN CERTO SENSO ENERGICAMENTE UNITI, COME RISUCCHIATI INSIEME DALLA RISACCA DI QUELL’ONDA…

Possiamo dire che Tibino ha influito sul tuo carattere? Se si, in che modo?
TIBINO HA STIMOLATO LE PARTI MIGLIORI DI ME, QUELLA CREATIVA E UNA SORPRENDENTE, PROFONDA E NELLO STESSO TEMPO INVENTIVA, CAPACITA’ D’AMARE …

Nella sito dici che pochissimi umani sono in grado di dare lo stesso amore che ci può dare un cane. Tibino ti ha amato più di ogni altra persona della tua vita?
NO, DICIAMO CHE SONO IO CHE HO AMATO LUI PIU’ DI TUTTI. ALLA FINE CONFESSO CHE IL MIO CANE E’ L’UNICO CHE NON MI HA DELUSO MAI. …

E’ facilitato il rapporto uomo-cane a NYC? Ci sono spazi dedicati ai cani? Come sono attrezzati? Cosa puoi dirci in merito a cliniche, veterinari, spiagge, piscine, parchi e anche i costi? Ci puoi raccontare?
LA GRANDE MELA OFFRE ANCHE IN QUESTO CAMPO IL MASSIMO CHE SI POSSA DESIDERARE. I NEWYORCHESI CHE LAVORANO POSSONO LASCIARE IL PRORIO CANE COME I GENITORI LASCIANO I PROPRI FIGLI ALL’ASILO. CI SONO MOLTI LUOGHI IN TUTTA MANHATTAN DOVE IL CANE DURANTE IL GIORNO E’ IMPEGNATO IN COMPAGNIA DI ALTRI CANI IN TANTE ATTIVITA’ PROPRIO COME I BAMBINI. I FANATICI ADDIRITTURA POI PORTANO IL CANE A FARE YOGA, A IMPARARE LE LINGUE E ANCHE DALLO PSICANALISTA!
ONESTAMENTE PERO’ HO SEMPRE PREFERITO STARCI IO CON IL MIO CANE. TIBINO HA POI VIAGGIATO CON ME, TRA GLI STATI UNITI E L’EUROPA, FINO A QUANDO HA POTUTO. SOLO QUALCHE VOLTA L’HO LASCIATO IN PENSIONE, IN UN POSTO ATTREZZATO ANCHE DI TELECAMERE DOVE IN QUALSIASI PARTE DEL MONDO TU PUOI SEMPREVEDERLO.
PER QUANTO RIGUARDA I VETERINARI, NE HO INCONTRATI TRE A MANHATTAN CHE ERANO PROPRIO COME SI DICE DEI CANI!!! VOLEVANO ADDIRITTURA AMPUTARGLI UN POLPASTRELLO…TIBINO PER ANNI HA SOFFERTO A UNA ZAMPINA E I VETERINARI NON SONO MAI RIUSCITI A CAPIRE VERAMENTE CHE COSA AVESSE. ALLA FINE ,PRESA DALLA FRUSTRAZIONE, E NON VOLENDOLO ASSOLUTAMENTE FAR AMPUTARE, HO DECISO DI FARGLI CON PAZIENZA DUE VOLTE AL GIORNO UN PEDILUVIO CON L’AMMONIACA. L’HO GUARITO E SONO RIUSCITA A RIMETTERLO COMPLETAMENTE IN FORMA…VATTI A FIDARE DEI VETERINARI!! UN ANNO RICORDO DI AVER SPESO CIRCA $11,000 , L’HO PORTATO DAL PIU’ GRANDE SPECIALISTA DELLA SCHIENA NEGLI STATI UNITI CHE GLI HA TOLTO DUE DISCHI. RIMANGO ANCORA OGGI CON IL DUBBIO SE QUELL’INTERVENTO CHIRURGICO FOSSE POI VERAMENTE NECESSARIO. PER QUANTO RIGUARDA LE CLINICHE, A MANHATTAN E’ FAMOSO L’ANIMAL MEDICAL CENTER, UN INTERO BUILDING PIENO DI SPECIALISTI, MA ANCHE LI’ PERO’ NON SONO RIUSCITI A GUARIRE IL POLPASTRELLO DI TIBINO NONOSTANTE TANTI MESI DI VISITE E DI CURE CON POMATE E PILLOLE COSTOSISSIME CREATE APPOSTA PER LUI. POTREI SCRIVERE UN LIBRO SUI VETERINARI DELLA BIG APPLE! CONSIGLIEREI INVECE QUESTA CLINICA , FUORI NEW YORK, E’ L’UNICA DOVE PUOI FERMARTI A DORMIRE CON IL TUO CANE , FUNZIONA ESATTAMENTE COME UNA CLINICA UMANA! http://www.vetspecialist.com

Sei al corrente della grossa polemica che c’è stata in Italia a proposito dei cani “pericolosi”? Com’è la situazione a NYC? Ci sono regole particolari?
E’ MOLTO SEMPLICE, I CANI SI DEVONO TENERE AL GUINZAGLIO NEI LUOGHI PUBBLICI. SONO D’ACCORDO, CHI LASCIA A MANHATTAN IL CANE LIBERO SUI MARCIAPIEDI E’ UN GRAN SUPERFICIALE, HO VISTO UN LABRADOR ATTRAVERSARE LA STRADA PER VENIRE A SALUTARE TIBINO FINENDO INVESTITO DA UN TAXI. UN PO’ DI TEMPO FA SI PARLAVA DI UNA DONNA CHE PORTAVA TRE PITT BULL A PASSEGGIO SENZA GUINZAGLIO E OGNI CANE CHE INCONTRAVANO LO RIDUCEVANO A BRANDELLI. ONESTAMENTE NON SO PIU’ COME SIA FINITA LA STORIA, C’ERA, RICORDO, TUTTA MIDTOWN CHE RACCOGLIEVA FIRME…

Per chiudere, il ricordo più bello e il rimorso più grande della tua vita con Tibino e un consiglio a tutti coloro che hanno un cane.
I RICORDI PIU’ BELLI SONO INDUBBIAMENTE LE NOSTRE PASSEGGIATE A MANHATTAN , MI PRENDEVO TIBINO E ANDAVO A ESPLORARE IL DOWNTOWN, MI SENTIVO PROTETTA, FORTE E GUIDATA. IL RIMORSO PIU’ GRANDE E’ FORSE NON AVERLO VOLUTO PORTARE DALLA SUA ULTIMA PROMESSA SPOSA, UNA BELLISSIMA DALMATA DAGLI OCCHI AZZURRI, IN ARKANSAS CHE LO ASPETTAVA…
IL CONSIGLIO PER TUTTI COLORO CHE HANNO UN CANE E’ LEGGERE QUESTO LIBRO: “PET PSYCHIC COMMUNICATION” DI DEBBIE MCGILLIVRAY AND EVE ADAMSON. E’ UN LIBRO CHE T’INSEGNA A COMUNICARE IN MANIERA ORIGINALE CON IL TUO CANE E CONSIGLIO ANCHE DI VISITARE IL SITO DEL PET MEMORIAL PARK, IL CIMITERO DEI CANI http://www.regencyforest.com
MI HA MOLTO COLPITO COME QUESTO LUOGO ONORA GLI ANIMALI CON GRANDE RISPETTO FINO ALLA FINE. E’ IL LUOGO DOVE MI SONO RECATA PER FAR CREMARE TIBINO, LE CUI CENERI LE HO AMALGAMATE INSIEME ALLE MIE LACRIME SALATE NELL’ ULTIMO QUADRO, CHE APPARTIENE ALLA THE SALT QUEEN FOUNDATION, DAL TITOLO: TIBINO NEL SALE…

 
DATA:  15-06-2007   FONTE: Bau  

COPPIA PENSIONATI VIAGGIA IN TAXI DA NY ALL’ARIZONA con i propri gatti che non vogliono portare in volo  
Una coppia di newyorkesi in pensione proprio non riesce a rinunciare alle abitudini da cittadini della Grande Mela e per trasferirsi in Arizona chiama al volo un taxi chiedendo una corsa per oltre 2.400 miglia.  
Betty e Bob Matas hanno entrambi superato i settant’anni e sono da poco andati in pensione. Hanno deciso di trasferirsi da New York in Arizona con i propri gatti che non vogliono portare in volo. E siccome, come molti abitanti di New York, non possiedono un’auto, che nella Grande Mela è più un peso che una comodità, in Arizona ci vanno in taxi, proprio come se si spostassero da un quartiere ad un altro di Manhattan. Il viaggio costerà loro circa tremila dollari, la coppia si farà carico anche delle spese per i pasti e per il pernottamento del tassista durante le soste. Il percorso sarà di circa 2.400 miglia che, secondo la tariffa da tassametro ammonterebbe a cinquemila dollari. Ma la compagnia dei Taxi offre la possibilità di negoziare una tariffa fissa per le corse fuori città, anche se in questo caso non si tratta solo di superare i confini di New York City per qualche miglia. Negoziato l’accordo, la bizzarra compagnia è pronta a partire e a trarre il meglio dall’insolito viaggio. Dovrebbero mettersi in marcia già domani e procedere con tutta calma."E’ un po’ inusuale, ma sarà divertente", dice Betty Matas.  
DATA:  18-04-2007   FONTE: ansa  

CANE VEGLIA PER ORE IL PADRONE UCCISO DA UNA MINA IN CROAZIA  
L’italiano e’ deceduto per l’esplosione di una mina in una riserva di caccia per l’addestramento di cani in Croazia. Vi si era addentrato da solo con il suo cane, che lo scoppio ha risparmiato e che ha vegliato per ore il corpo del padrone.  
Dalla fine della guerra, nel ’95, quasi 450 persone sono rimaste uccise da mine, e si stima che ancora oggi circa 1.100 chilometri quadrati, il 2% del territorio della Croazia, e’ ancora infestato da quasi mezzo milione di mine.  
DATA:  04-03-2007  

L’uomo che sa parlare ai cani  
Parlare con i cani è possibile. Aldo Biondi, 50 anni, di lavoro fa l’accalappiatore e ha questo dono: parla con i cani.  
E’ lui che le forze dell’ordine chiamano quando bisogna recuperare un cane che è scappato oppure che è stato abbandonato dai suoi padroni.
E’ l’accalappiatore ufficiale della provincia di Cremona, ha un contratto con l’Asl e la sua giurisdizione va da Spino d’Adda e Casalmaggiore.
Un territorio vastissimo, ma Biondi garantisce un servizio continuo: 24 ore su 24.
Questo personaggio è un accalappiatore che riesce a stare simpatico perfino agli animalisti più convinti. Per lui, l’accalappiatore non deve essere il terrore dei cani, una figura sinistra che si aggira nelle vie dei paesi alla guida di un furgone scassato, armato di frusta e sempre alla ricerca di qualche amico a quattro zampe da sbattere dentro in un canile.
Il suo mestiere, Biondi è convinto, lo si può fare solo se si amano i cani con una passione vera. Che lui ha. Non è un caso insomma, se oltre ad effettuare circa 500 recuperi all’anno a tutte le ore del giorno e della notte, è anche un allevatore di due razze canine: i beagle e i bassethound.
L’allevamento-pensione per cani «Biondi» è a Madignano: offre il servizio di “dogsitter” e ha di fianco la clinica veterinaria Oriolo. Siamo andati a trovarlo per capire quali sono i segreti del suo mestiere.
Circola la voce che lei sia in grado di parlare con i cani. E’ vero?
«I cani vanno ascoltati. Hanno bisogno di attenzioni. Quando recupero l’animale, non uso mai la frusta. Non l’ho mai usata. Neanche quando avevo davanti a me cani inferociti e di grossa taglia. Un cane diventa pericoloso solo se ha paura. Bisogna parlare con loro e saperli ascoltare».
Come si comunica con un cane?
«E’ la nostra voce che parla. Loro non capiscono che cosa diciamo, ma come lo diciamo. Il tono di voce è importante. Io parlo molto piano e uso un tono di voce pacato, pronuncio le parole lentamente e cerco di tranquillizzarlo. Un cane che si trova in un ambiente estraneo è spaventato, non ha punti di riferimento, è smarrito e diventa aggressivo. Io lo tranquillizzo. Il mio compito è di portarlo a casa e di restituirlo ai proprietari. Ma per farlo il cane deve fidarsi di me. I miei gesti non devono essere rapidi e imprevisti. Devo lasciargli il tempo di capire che cosa sta succedendo e lui si deve abituare alla mia presenza».
Lei non usa la frusta e altri arnesi che possano ferire il cane. Ma se il cane non si lascia prendere con il solo uso delle parole?
«L’esperienza mi ha insegnato altre strade. Io di solito ce la faccio da solo, ma nei casi più difficili mi porto dietro la mia cagnolina. E’ un meticcio e si chiama Camilla. La tengo al guinzaglio che mi lego alla cintura. Poi la faccio avvicinare all’altro cane. Gli faccio fare amicizia, che per i cani significa annusarsi e giocare. Camilla ha un carattere dolcissimo e non l’ho mai vista litigare con gli altri cani. Quando, poi, il rapporto è stabilito lego l’altro cane con il guinzaglio e lo metto con Camilla nel furgone».
Perché i cani scappano dai loro padroni?
«I maschi scappano quando sentono l’odore delle femmine. Hanno un fiuto incredibile. Fino a tre chilometri. Ma i cani che scappano di più sono quelli che vivono in giardino. Quelli in appartamento molto meno. Le persone che abitano in appartamento abituano i loro cani al giro quotidiano. L’animale non ha curiosità di vedere cosa c’è dietro la porta di casa. Questa curiosità c’è invece per i cani che vivono in un giardino. Vedono tutti i giorni il padrone che esce di casa e sono incuriositi. Se poi c’è un cancello elettrico la cosa è semplicissima. Anche sotto le feste è un brutto periodo. Si spaventano con i botti e non capiscono più niente. Se non sentono il padrone vicino scappano».
Lei ha detto che i cani scappano perché sono incuriositi da quello che c’è oltre il cancello. Come mai?
«I cani, come gli essere umani, si annoiano. Capita molto spesso di vedere un cane depresso, che non mangia, svogliato. E’ perché il cane si annoia. Allora scappa. La curiosità è una dote naturale dei cani. Il problema è che poi si perdono e non riescono più a tornare. Non riconoscono gli odori e perdono la via di casa».
Recupera centinaia di cani ogni anno. In gran parte sono stati abbandonati. I loro padroni non li vogliono più: perché?
«Perché ci sono le vacanze. O perché l’animale cresce e diventa ingombrante. Ma i casi più numerosi sono i cani ciechi. E’ una disfunzione tipica del cane anziano. E’ il recupero più frequente e anche quello che mi commuove di più. Fanno tutti la stessa fine. Continuano a camminare fino a quando trovano un fosso asciutto o con l’acqua bassa. Scendono la riva e restano in mezzo al fosso. Si sentono al sicuro perché ai lati ci sono le sponde a proteggerli».
E quando li “accalappiate” e li riportate a casa cosa succede?
«Se hanno il microchip, la sezione veterinaria dell’Asl individua in poche ore il padrone. Quando i proprietari vengono a prenderlo in allevamento a volte fanno un sacco di scene. Ma io so che un cane cieco non scapperebbe mai dal suo ambiente naturale. E’ il solo luogo dove si sente al sicuro. E’ stato il padrone a cercare di sbarazzarsi di lui».
Cosa deve fare il padrone quando il suo cane scappa?
«Il padrone deve chiamare subito i vigili urbani o le forze dell’ordine. Prima si chiama e più si hanno possibilità di recuperarlo. Lo portiamo al canile dove resta fino a quando muore o viene adottato da qualcuno».
Cosa succede a un cane senza padrone?
«Deve avere un microchip o un tatuaggio. In tutti e due casi è contenuto il codice fiscale del proprietario. Il microchip a differenza del tatuaggio non è doloroso. Ma quando l’animale è sprovvisto del segnale di riconoscimento viene portato al canile dove rimane fino a quando è adottato da qualcuno o muore».  
DATA:  05-02-2007   FONTE: Il Piccolo Giornale - cremaweb.it  

Le vostre storie: Marina  
Una buona domenica in compagnia di familiari ed amici, possibilmente lontano dalle solite incombenze della quotidianità, è quanto di meglio augurare a sé e a quanti ci stanno a cuore. Se poi il tutto è condito da un pranzo genuino, da un sole sfavillante e dall’aria pulita che nelle campagne della nostra presila è ancora possibile respirare, il quadro è perfetto!  

Tutto quanto possiamo desiderare, in condizione di tanta grazia, è che nulla turbi il nostro meritato momento di relax! Stacchiamo, dunque, i telefonini, e proponiamo al nostro vicino di sedia argomenti di varia, ma assoluta e rigorosa amenità. Predisponiamoci ad incontrare la leggerezza, allontanando per qualche ora il dolore e la fatica, assaporiamo fino a stordirci il piacere di non avere, almeno una volta, problemi e angustie.

E se, all’improvviso, nonostante gli sforzi fatti per costruire una situazione di tanta grazia, si presentasse inopportunamente ai nostri occhi un’immagine di violenza? e se una cagnetta attentasse alla calma della nostra leggerissima giornata imponendoci la disgustosa immagine della sua sofferenza?

La cosa più sensata, in circostanze di questo genere, è volgere lo sguardo altrove e difendere caparbiamente la confortante e meritata domenica in campagna. Chiamiamo a rapporto tutta l’indifferenza di cui siamo capaci e proteggiamo i nostri figli invitando l’oste, che tanto garbatamente ci ha accolti, ad allontanare il cane mostruosamente sfregiato dai nostri sensibilissimi sguardi!

Personalmente di buonsenso sono scarsamente dotata e per questo, in una calda domenica di aprile, mi sono rifiutata di distogliere lo sguardo da una dolcissima cagnetta che, fra atroci sofferenze, è riuscita a spezzare la corda, che da chissà quanto tempo la teneva legata, e si è presentata incauta e fiduciosa a noi umani per un saluto affettuoso e una carezza. E’ stato l’inizio di una faticosa storia d’amore tra me, madre di due figli che ho la pretesa di educare ai sentimenti e alle emozioni, e Marina una giovane cagnolina di dieci chili che ha trascorso parte della sua vita col collo stretto da una corda di nailon azzurro che, come una sega, lentamente è penetrata nella sua carne provocandole un’enorme piaga e una infezione che l’avrebbe uccisa. Viveva legata ad un ovile Marina e qualcuno provvedeva quotidianamente a nutrirla: c’era una ciotola vicino alla sua “casa” e non presentava segni di malnutrizione. Tuttavia il suo “affettuoso” padrone non le ha voluto regalare il sollievo di tagliare la corda che lentamente la stava facendo morire! Che fa un cane è solo un cane!

L’ho tagliata io quella corda, e lei mi ha ricambiato con la sua evidente riconoscenza!

Mi sono indignata profondamente e rumorosamente per la violenza consumata contro questo animale e, ironia della sorte, sono stata tacciata di violenza da quanti invece hanno scelto l’indifferenza.

Come è ovvio ho accompagnato Marina lontano dalla sofferenza e l’ho aiutata a guarire con la collaborazione dei miei familiari, degli amici della LAV, e del dottore Alfio Martello che le ha prestato soccorso in una splendida domenica di aprile.

 
DATA:  04-10-2006   AUTORE:  ASSUNTA COSENTINO   FONTE: Le storie dei lettori di Bau  

LE VOSTRE STORIE: STORIA DI URO ED ANNA MARIA  
Non ci sono altre immagini disponibili Uro era uno splendido bovaro dal carattere dolce e affettuoso. I primi anni della sua vita li trascorse in una casa ai bordi di un bellissimo bosco della campagna romana.
Era goloso di frutta e per kiwi e fragole faceva pazzie. Riusciva ad essere amico di tutti, in quel periodo il suo miglior amico era un gatto di nome Perry che si univa a lui nelle lunghe scorribande nel bosco; al simpatico micio Uro concedeva mangiare dalla sua ciotola e dormire sulla sua pelosissima pancia. Erano una coppia davvero bizzarra!!!  
Data la sua stazza e il suo pelosissimo manto lo chiamavamo familiarmente Botolo; i bambini adoravano giocare con lui e paziente com’era, si divertiva a sopportare l’irruenza tipica dei piccoli che considerava tutti come suoi cuccioli!
Dopo qualche anno lasciammo la casa di campagna e nonostante il suo amico Perry non potè seguirlo nel trasloco, Uro si adattò alla nuova vita senza tanti problemi e tutto andò per il meglio, ne sa qualcosa mio fratello Claudio!!!.
Ho diviso con lui tanti momenti e, come potete immaginare, non mi è facile raccontare tutto, le immagini nei ricordi si sovrappongono. Ancora oggi, conservo il suo collare e guinzaglio che usava portare in bocca quando si usciva a passeggiare.
Ci manca.
Per molto tempo non ho avuto più il coraggio di avere un altro Amico Cane al mio fianco, fino a che, quattro anni dopo, incontro uno adorabile cucciolo trovatello di quaranta giorni che ho chiamato Felipe….ma questa è un’altra storia che vi racconterò un’altra volta.  
DATA:  06-05-2006   AUTORE:  Annamaria (Roma)   FONTE: Gli amici di Bau  

I migliori amici dei cani? I cani  
Non ci sono altre immagini disponibili GROTTAMMARE: Protagonisti di questa tenera storia di amicizia sono Ringhio e Nerino, due meticci. Era sabato mattina. I due girovagavano insieme come d’abitudine, sennonché, entrati in una grotta, si è verificato un inaspettato crollo che ha intrappolato Nerino. Ringhio, dopo aver tentato inutilmente di liberare l’amico, è tornato a casa, dai suoi padroni, e ha tentato in tutti i modi di chiedere il loro aiuto.  
Ma nulla, gli umani non riuscivano a comprendere la sua angoscia. Fino a che, dopo quasi 36 ore di guaiti e tentativi vani di indicare la porta, un membro della famiglia si è finalmente deciso a seguirlo. Scoperto l’altro cane, ancora intrappolato, sono scattati i soccorsi. La situazione era però complicata dall’ inopportunità di adoperare pale per evitare nuove scosse. Si è deciso quindi di avvertire i vigili del fuoco. Un pompiere, bloccato da un collega per i piedi, si è calato nello scavo e con le mani ha raschiato via la terra fino a liberare Nerino, che è subito scodinzolato a ringraziare l’amico.  
DATA:  28-09-2005   FONTE: By Marche  

LEO, adesso vive felice  
Non ci sono altre immagini disponibili Una storia capitata proprio a noi di BAU. Una notte di dicembre del 2004 un miagolio insistente rompeva il freddo dell’inverno. Un piccolo gattino rannicchiato sotto una sporgenza di una casa chiamava, aveva fame ed era impaurito. Lo abbiamo raccolto, pulito e nutrito. Dopo qualche giorno si era già guadagnato diversi soprannomi, tra cui "leone".  

Potete immaginare perchè leone: grande criniera e carattere indomito. Agguati, arrampicate sulle gambe per giocare un pò, dormitine sul collo, chissà perchè poi proprio lì, dei suoi nuovi amici a due zampe. Ma non solo, al gattino piaceva correre sulla tastiera del computer con il quale gli si stava cercando casa, forse era il suo modo di contribuire alla causa.
Subito è partito il tam tam. In un paio di settimane il gattino ha trovato la miglior sistemazione che potesse sperare, nuovi padroni affettuosi e simpatici: Simona ed Elisa.
Il nome dell’ex gattino adesso è "Leo" e a quanto ci scrivono non ha cambiato carattere: ... "è veramente il padrone di casa" ... "è anche molto affettuoso e me lo dimostra diventando la mia ombra quando arrivo a casa"....

Non solo bau, anche...miao a tutti e ricordatevi: abbandonare o maltrattare gli animali è un reato punito dalla legge.

 
DATA:  28-09-2005   FONTE: BAU  

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